Anche se la proiezione de "Il Vangelo secondo Matteo" alla
Torre di Varzo il 28 marzo non ha riscosso, anche per la solita concomitanza
con altre iniziative sul territorio, il successo che meritava una pellicola
così affascinante, il terzo appuntamento per 'commemorare' il registra - dopo
la presentazione del volume "Pier
Paolo Pasolini - La 'voce' che non si spegne" e l'inaugurazione della
mostra fotografica "Scene dal
Vangelo secondo Matteo" ancora in visione fino al 19 aprile -, ha dato
modo di riparlare dell'incontro inaspettato con un cittadino ossolano la cui
famiglia di origine friulana ha avuto come frequentatore privilegiato proprio
il "Poeta di Casarsa" nel periodo di permanenza nel paese della sua
gioventù e dove viveva la madre Susanna Colussi. Per una strana casualità,
Susanna è il cognome stesso del sig. Paride arrivato a Domodossola dal Friuli
nel 1971, unico ad essere emigrato e rimasto in vita insieme al fratello Alfio,
mentre la sorella Maria, l'altro fratello Guglielmo e il padre Giuseppe sono
già scomparsi. Erano gli ultimi due i più intimi di Pasolini, per ragioni
politiche, artistiche e di amicizia; il primo era infatti segretario della
sezione comunista di San Giovanni, dove Pier Paolo medesimo diventerà
responsabile,
mentre il secondo lo accompagnava spesso nelle scorribande di gioventù, oltre
ad essere stato suo allievo (con la sorella) nelle lezioni 'clandestine' a Versuta, dove
con la madre erano sfollati dopo l'invasione tedesca; entrambi, poi,
condividevano con lo scrittore la passione per la pittura.
A quel tempo, a cavallo fra la
fine della guerra e i primi anni successivi, Paride Susanna era un adolescente
ma si ricorda ancora bene le visite di Pasolini a casa sua, le discussioni che
a volte si protraevano per ore o quando dipingevano. "Peccato non essere stato più grande allora - dice con un po' di rammarico
- e non aver potuto 'sfruttare' al meglio
una presenza così importante e positiva come quella, cosa che invece mio
fratello e mio padre ebbero l'occasione e riuscirono a fare, non solo rispetto
alla pratica pittorica. Mio fratello, deceduto nel 2011, in un fascicoletto del
1993 - mentre a Casarsa si stava lavorando per la costituzione del 'Centro
studi' dedicato a Pasolini - racconterà gli anni dell'amicizia con Pier Paolo e
la forte influenza che ebbe su quel gruppo di giovani della frazione San Giovanni
(il cugino Nico Naldini, Archimede Bortolussi, Antonio Tedesco, Giovanni
Pitton, Bepi e Domenico Bagnariol, Pietro Querin, Oreste Pasut, Elio Bertolin,
Luigi Martin, Bepi e Angelo Pitton e, appunto, Gugliemo Susanna), tutti
impegnati nella politica con idee di sinistra". Nello stesso anno,
sarà il prof. Giuseppe Mariuz, nel volume "La meglio gioventù di Pasolini", a raccogliere le
testimonianze di conoscenti e amici dello scrittore del periodo 1943-1949, fra
le quali quelle di Giuseppe e Gugliemo Susanna: "...Poi si è introdotto Pasolini, arrivato da Bologna per ragioni di
guerra. Casarsa era un centro di bombardamenti, allora era venuto nella
frazione di San Giovanni. Un po' alla volta si è inserito nella nostra sezione
e ha chiesto l'iscrizione al Partito.
Noi lo abbiamo accettato molto
volentieri. Già da prima lo conoscevamo. Sapendo chi era e quanto era
competente, io gli ho ceduto la segreteria della sezione...Era gentile, buono, generoso, aveva tutte le
buone qualità. I giovani gli erano affezionati. Non era il suo posto, in un
paese, per uno che aveva le sue doti letterarie. Capivamo che, se non oggi un
domani ci sarebbe sfuggito..." così, fra l'altro, Giuseppe, mentre
Guglielmo "...Il ballo attraeva
tutta la gioventù, non c'erano altri divertimenti. Organizzavano gare di ballo
e Pier Paolo ci partecipava, era veramente bravo. Nelle piattaforme di paese si
ballava il sabato, tutta la domenica e anche il lunedì, in chiusura. C'erano
feste patronali, e talvolta di partito, in tutti i paesi, Castions, Pozzo,
Bagnarola, Fiume, Santa Sabina. Partivamo in gruppo, otto dieci quindici
persone, maschi ma anche femmine come la Pia, poi trovavamo altre ragazze nel
luogo della festa. Pier Paolo era in genere il più anziano, quello che tirava
le fila. Altre volte organizzavamo festicciole in qualche casa, c'erano sempre
delle ragazze. Alle feste facevamo una certa figura: Pier Paolo aveva un bel
portamento, vestiva in farfallina e sapeva parlare...".
Il libro del prof. Mariuz ha una
dedica dell'autore a Paride Susanna, ma è arrivato a lui tramite il fratello
Guglielmo, così come i fascicoli "1945-1949
Ricordi e avventure trascorse con Pier Paolo Pasolini a Casarsa" e "La
piccola cronistoria della presentazione del film 'Il Vangelo secondo
Matteo' al festival del cinema a Venezia
nel 1964" (ossia l'incursione fatta al Lido da Guglielmo e un gruppo
di amici di Pier Paolo); ecco perché ci tiene in modo particolare e ha voluto
parlarne con noi offrendoci la gradita sorpresa della sua testimonianza mentre sono
in corso le iniziative 'pasoliniane' a Varzo. Fra la documentazione del sig.
Paride, esiste anche una rara video cassetta su cui è registrata una
trasmissione che la televisione svizzera mandò in onda poco dopo
l'uccisione di Pier Paolo Pasolini e riguardante il suo periodo friulano, anche con una intervista al medesimo Giuseppe
Susanna; quindi un prezioso filmato, della durata di una ventina di minuti, che
coglie in diretta i luoghi e le voci: riproporlo,
magari a chiusura della mostra nella serata del 19 aprile, ci sembra dunque un
modo per sancire in maniera originale un collegamento ideale fra la Val d'Ossola e
Casarsa.
La Red-azione
LEGENDA FOTOGRAFICA (dall'alto in basso)1) Immagine dal film "Il Vangelo secondo Matteo";
2) Il sig. Paride Susanna, sulla destra, insieme a Giuseppe Possa;
3) Il fascicolo di Guglielmo Susanna;
4) La tessera del PCI con firma di Pasolini come segretario, rilasciata a Giuseppe Susanna.